Turbellarie

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Turbellarie

L’articolo di oggi è dedicato ad uno dei più grandi flagelli per gli acquari di coralli duri, spesso causa di morie catastrofiche, nonché motivo di profondo sconforto per il malcapitato acquariofilo. Le turbellarie (Amakusaplana acroporae) sono platelminti ossia vermi piatti che si nutrono del tessuto delle acropore. Sono caratterizzate da un mimetismo pressoché perfetto, il che le rende estremamente difficili da localizzare: ironia della sorte, secondo studi recenti, il mimetismo deriva proprio dalle zooxantelle che la turbellaria introduce nel proprio organismo cibandosi del tessuto corallino. Una turbellaria adulta può arrivare a misurare fino a 25 mm, tipicamente gli esemplari più grandi in acquario hanno dimensioni di circa 10/12 mm

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Esistono diversi filoni di pensiero su quelle che possono essere le cause dell’infestazione: per alcuni le turbellarie sono presenti in qualsiasi acquario ma in genere restano in una sorta di stasi, per cui non infestano i coralli e si riproducono a ritmo estremamente lento. Secondo altri vengono importate con l’inserimento di una colonia o frag già “infetto” dal quale poi si diffondono a tutti gli sps presenti in vasca. Una terza corrente di pensiero sostiene che ci siano alcuni animali portatori sani di turbellarie, coinvolti in una sorta di simbiosi per cui le turbellarie non uccidono ne si nutrono del loro ospite, le specie in questione sarebbero A. efflorescens, A. florida ed A. gemmifera. Personalmente ritengo questa ultima ipotesi piuttosto irreale ma in mancanza di dati certi non possiamo escluderla a priori. Indipendentemente da quale sia la causa dell’infestazione, è ormai assodato che le turbellarie riescono ad attaccare i coralli solo se questi si trovano in uno stato di debolezza che può essere imputato ai più svariati fattori. Recenti studi ed osservazioni in natura hanno evidenziato come colonie perfettamente sane ed in crescita non vengano assolutamente aggredite dalle turbellarie. Anche inoculando esemplari adulti direttamente su colonie sane non si osserva alcun tipo di attacco, spesso le turbellarie tendono ad abbandonare la colonia stessa portandosi su eventuali zone morte o direttamente sulla roccia che ospita la colonia.

L’acquariofilo deve fare i conti con il fatto che le turbellarie rappresentano un rischio enorme per i coralli ed è necessario agire in maniera rapida e mirata per scongiurare danni seri alle colonie. Il comportamento dei questi vermi piatti è quello tipico degli organismi opportunisti: gli adulti si cibano del tessuto del corallo provocando i classici morsi (aree bianche di tessuto morto in mezzo al tessuto sano) e depongono le uova nelle zone di confine in modo che i giovani appena nati abbiano subito di che nutrirsi. Il tasso di riproduzione è altissimo, aiutato dalla natura ermafrodita della specie: spesso le turbellarie sono in grado di uccidere una colonia di grandi dimensioni nell’arco di soli 5/7 giorni.

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Purtroppo siamo spesso impotenti davanti a questo parassita, anche perché non esiste nessun prodotto in grado di debellare le turbellarie senza infliggere pensanti danni anche a pesci e coralli. Di seguito elencherò i pochi rimedi che possono aiutarci a controllare l’infestazione:

– immersione in soluzione di betadine: trattamento da eseguire esclusivamente sul corallo/i affetto da turbellarie, non dosare per nessuna ragione il betadine direttamente in vasca. Prepariamo una soluzione di acqua dell’acquario e betadine in ragione di 1 massimo 2 ml/litro ed inseriamo la colonia per 15/20 minuti, ogni 5 minuti agitiamo delicatamente la colonia in modo da facilitare il distacco delle turbellarie, in alternativa possiamo usare una piccola pompa. Finito il trattamento prepariamo un altro contenitore con acqua della vasca, servirà per sciacquare la colonia dai residui di betadine prima di reinserirla in vasca (l’acqua di risciacquo non deve essere reintrodotta in vasca). Questa procedura permette di rimuovere dall’80 al 90% degli esemplari adulti ma non uccide né compromette le uova già deposte che dovranno essere rimosse con mezzi meccanici (spazzolino).

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– droncit: è un medicinale veterinario per il trattamento di parassiti intestinali di cani e gatti, il principio attivo è il Praziqunatel. Il procedimento da seguire è simile a quello del betadine: prepariamo un contenitore con acqua dell’acquario e sciogliamo una pastiglia di droncit ogni 10 litri, inseriamo il corallo/i infestati e procediamo esattamente come nel caso del betadine, con l’unica differenza che la permanenza del corallo può essere protratta fino a 1 ora. Anche in questo caso le uova dovranno essere rimosse manualmente, ma avremo il vantaggio che il Droncit risulta meno aggressivo nei confronti del corallo.

– flat worm stop: è un prodotto della korallen Zucht destinato a favorire una maggiore protezione dei coralli tramite la stimolazione della produzione di muco. Dico subito che in caso di infestazione in atto ha ben poca efficacia, può essere utile come prevenzione o nelle fasi iniziali di infestazione, sempre ammesso di avere la fortuna di accorgerci in tempo. Può essere dosato direttamente in vasca seguendo le istruzioni e non causa danni a nessun abitante del reef. Personalmente ritengo che questo prodotto esplichi la sua massima efficacia come mezzo di prevenzione piuttosto che di cura.

– immersione in acqua osmotica: è stato il primo trattamento messo in atto agli albori dell’acquariofilia di barriera, consiste in rapide immersioni del corallo in acqua osmotica al fine di causare uno schock osmotico alle turbellarie. Ovviamente tale sistema causa un enorme stress anche al corallo già debilitato dalle turbellarie. Non illustrerò la procedura nel dettaglio perché la ritengo rischiosa e assolutamente controproducente.

– flat worm exit: prodotto della Salifert destinato a combattere le planarie ma rivelatosi utile anche verso le turbellarie. Il prodotto può essere dosato direttamente in vasca attenendosi alle istruzioni del produttore, tuttavia nel caso delle turbellarie consiglio di lavorare fuori dalla vasca, esattamente come nel caso del betadine. Il prodotto si dimostra efficace nel favorire il distacco delle turbellarie dal corallo ma non ne causa la morte, come avviene invece per le planarie.

Un paragrafo a parte merita la cosiddetta lotta biologica: consiste nell’introdurre in vasca pesci o crostacei che si cibano di turbellarie e parassiti in genere, talvolta può rivelarsi una soluzione vincente mentre altre volte si conclude in una inutile perdita di tempo e denaro. In ogni caso di seguito elenco alcune specie utili per la prevenzione di infestazioni:

– Synchiropus: famiglia di piccoli pesci di fondo che si cibano di fauna bentonica, la varietà “marmoratus” sembra essere quella più predisposta a cibarsi di turbellarie e planarie

– Halichoeres chrysus: noto come “banana wrasse” piccolo pesce dalla livrea giallo acceso, si nutre di fauna bentonica e non disdegna di nutrirsi di turbellarie, alcuni acquariofili riferiscono episodi in cui ha assaltato anche le uova

– Pseudocheilinus hexataenia: piccolo pesce dalle abitudini un po solitarie, molti riferiscono atteggiamenti “dispettosi” nei confronti di altri ospiti dell’acquario, si rivela piuttosto caparbio nella ricerca di fauna bentonica e non disdegna di nutrirsi di parassiti come planarie e turbellarie.

– Rhynchocinetes uritai/durbanensis: noto come gambero cammello o gambero picasso, è un piccolo gambero estremamente pacifico che vive in gruppi, particolarmente attivo nel cibarsi di turbellarie e planarie, da segnalare alcuni episodi in cui hanno banchettato anche con i polipi dei coralli.

– Tetralia nigrolineata: trattasi di piccoli granchi simbionti immessi solitamente insieme al corallo, trascorrono la loro vita muovendosi tra i rami delle acropore, di rado si spostano dal proprio ospite e si nutrono di tutti i residui di cibo che rimangono intrappolati nel muco prodotto dal corallo. I tetralia svolgano una efficace azione di rimozione dei parassiti, in particolare si è osservata una predilezione per le uova delle turbellarie, mentre sembrano ignorare gli esemplari adulti.

Concludo questo articolo con una considerazione che molti lettori avranno già tratto, ma preferisco rimarcare il concetto: il miglior sistema per prevenire le turbellarie ed i parassiti in genere è quello di mantenere i coralli in salute tramite una gestione oculata ed una attenta osservazione della vasca nel suo complesso.

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