Ad agosto, con la stanza a 30°C e la plafoniera accesa otto ore al giorno, la temperatura della vasca sale da sola. La soluzione più semplice ed economica esiste da sempre ed è la ventola sul bordo vasca: raffredda per evaporazione, costa pochi euro e funziona davvero. Il problema non è la ventola: è tenerla accesa quando non serve.
In questa guida vediamo come costruire una ventola comandata dalla temperatura con un ESP8266 e una sonda DS18B20: si accende sopra una soglia che decidi tu, si spegne quando la vasca è rientrata, e ti lascia lo storico di quello che è successo mentre eri al lavoro.
Perché una ventola “intelligente” e non sempre accesa
Una ventola fissa, attaccata alla presa e lasciata andare, raffredda anche di notte quando la vasca è già scesa, anche nei giorni in cui non ce n’è bisogno. Il prezzo lo paghi due volte. Il primo è l’evaporazione: una ventola sul pelo dell’acqua può far evaporare diversi litri al giorno in piena estate, e se il rabbocco non tiene il passo la salinità sale, in una vasca di barriera un problema serio quanto il caldo.
Il secondo prezzo è l’oscillazione. Raffreddare continuamente significa spesso portare la vasca sotto il valore ideale nelle ore notturne, per poi vederla risalire di giorno: proprio quella escursione quotidiana che i coralli, gli SPS in particolare, tollerano peggio del valore assoluto un po’ più alto. Una ventola comandata dalla temperatura lavora solo nella finestra in cui serve, ed è la stessa logica che usa un chiller da centinaia di euro.
Cosa serve: la lista dei componenti
La lista è corta e i pezzi si trovano ovunque:
- Una scheda ESP8266 (tipo NodeMCU): microcontrollore con Wi-Fi integrato, è il cervello del sistema.
- Una sonda di temperatura DS18B20 waterproof, quella con la punta in acciaio inox e il cavo lungo: è digitale, precisa, e non ha bisogno di calibrazioni.
- Una o due ventole da 80-120 mm, come quelle da PC, con la loro alimentazione.
- Un modulo relè o una presa smart per comandare l’accensione delle ventole.
- Resistenza di pull-up, cavetti dupont, un contenitore e un minimo di attrezzatura da banco.
Nessuno di questi componenti richiede saldature complicate o competenze da elettronico: serve pazienza, un saldatore e la voglia di capire come funziona.
La logica: soglia, isteresi e buon senso
Il cuore del sistema sta in due numeri. Il primo è la soglia: la temperatura sopra la quale le ventole si accendono, per esempio 27,5°C. Il secondo è l’isteresi: di quanto la temperatura deve rientrare prima che si spengano, tipicamente 0,3-0,5°C.
L’isteresi non è un dettaglio da manuale: senza, appena la ventola porta la vasca a 27,49°C il sistema spegne, la temperatura risale subito a 27,51°C e riaccende, decine di volte all’ora. Le ventole sfarfallano, il relè clicca in continuazione e nessuno dei due dura a lungo. Con mezzo grado di isteresi il ciclo diventa lungo e tranquillo: accende, lavora qualche minuto, spegne.
Un’ultima cosa sul buon senso: qualsiasi automazione è un aiuto, non una garanzia. Una sonda può guastarsi, il Wi-Fi può cadere, il relè può restare incollato. Se hai un riscaldatore, tienilo con il suo termostato meccanico impostato come rete di sicurezza, e non delegare mai a un microcontrollore l’unica difesa della vasca.
Il montaggio passo passo
La costruzione vera e propria — componenti, cablaggio, firmware, primo collegamento al Wi-Fi — la trovi documentata passo passo, con foto e schemi, nella guida in tre parti sul blog:
Qui restano le due scelte che fanno la differenza tra un sistema che funziona e uno che ti dà letture ballerine.
Collegare la sonda DS18B20
La DS18B20 usa tre fili — alimentazione, massa e dato — con una resistenza di pull-up da 4,7 kΩ tra dato e alimentazione: è l’unico componente aggiuntivo indispensabile e senza di lui la lettura non arriva.
Dove metterla conta quanto come collegarla. Va in una zona di buon flusso, lontana dallo scarico del riscaldatore e dalla mandata diretta della pompa di risalita, e sufficientemente sommersa da non emergere quando il livello scende per l’evaporazione. Una sonda piazzata in un angolo morto ti racconterà la temperatura di quell’angolo, non quella della vasca.
Ventole sul bordo vasca: il posizionamento giusto
Le ventole vanno angolate a soffiare sul pelo dell’acqua, non verso il basso a tuffo e non verso l’alto: è il flusso radente che porta via il vapore e quindi il calore. Tienile a qualche centimetro dalla superficie e lontane dalla plafoniera, che non ama gli schizzi salati.
Metti in conto il salt creep: dove passa aria umida salata si deposita sale, sulle griglie, sui cavi, sulle viti. Una passata di acqua dolce ogni tanto sulle pale allunga la vita alle ventole e mantiene la resa.
Collegarla al portale: soglie, grafici e notifiche
Un ESP8266 che accende una ventola è già utile. Diventa un altro strumento quando lo colleghi a un portale: il controller pubblica la temperatura via MQTT e da lì hai lo storico, i grafici, le soglie modificabili dal telefono e le notifiche quando qualcosa esce dai binari.
Su JoyReef la ventola non si configura scrivendo regole a mano: si va in Automazioni → Temperature, si imposta la soglia massima e l’isteresi nel riquadro Temperatura alta e si sceglie la presa da comandare. Il resto — accensione, spegnimento, cronologia, allarmi — lo gestisce il sistema. Le guide passo passo del portale coprono tutto il percorso, dal flash del firmware alla prima lettura sulla dashboard.
Il valore vero, però, non è l’automatismo: è lo storico. Guardare il grafico della settimana e vedere quando la vasca sale, di quanto, quanto ci mette a rientrare, ti dice se le ventole bastano o se quest’anno serve pensare a un chiller.
L’alternativa rapida: una presa smart Tasmota
Se il saldatore non fa per te, c’è una scorciatoia onesta: una ventola normale collegata a una presa smart compatibile con Tasmota, comandata dalle stesse regole di temperatura del portale. Serve comunque una sonda che misuri la temperatura della vasca, ma niente cablaggi da costruire.
È la strada più veloce per arrivare al risultato, e nulla vieta di partire da qui e passare al fai-da-te il mese dopo, quando la curiosità prende il sopravvento.
Sicurezza: elettricità e acqua salata non sono amiche
L’acqua salata è conduttiva e aggressiva con i contatti elettrici, quindi qualche precauzione non è pignoleria:
- Alimentatori e ciabatte sopra il livello dell’acqua, mai sul fondo del mobile dove finiscono le gocce.
- Un drip loop su ogni cavo che entra o esce dalla vasca: l’ansa fa gocciolare l’acqua a terra invece che dentro la presa.
- Contenitore chiuso per l’elettronica, con i passaggi dei cavi rivolti verso il basso.
- Un interruttore differenziale sulla linea dell’acquario: costa poco e in un impianto vicino all’acqua è l’unica protezione che conta davvero.
Costruirti la ventola comandata è uno dei progetti più soddisfacenti che puoi fare per la tua vasca: poca spesa, un pomeriggio di lavoro e un problema estivo in meno. L’automazione ti aiuta ad accorgerti prima e a intervenire meno spesso, ma l’occhio dell’acquariofilo resta il sensore più importante che hai.
Le guide passo passo complete sono su portal.joy-reef.com/guide — e con la beta gratuita colleghi la tua ventola al portale in pochi minuti 👉 portal.joy-reef.com/beta

