Oligotrofia

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millepora

Con questo articolo vorrei approfondire un punto secondo me tanto importate quanto sottovalutato nella riuscita di questo splendido hobby: il concetto di oligotrofia e le sue implicazioni sulla vita di tutti i giorni di una moderna vasca reef.

Per oligotrofia si intende letteralmente la scarsità (oligo) di sostanze nutritive (trofia), termine che istintivamente ci rimanda a qualcosa di non proprio positivo. Tuttavia quando lo usiamo riferendoci alle nostre vasche vogliamo indicare una delle caratteristiche cardine che ci permettono di raggiungere ottimi risultati in termini di colorazione degli animali.

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Proprio questa affannosa ricerca dell’oligotrofia trae in inganno molti acquariofili che cercano con ogni mezzo di raggiungere i più bassi valori possibili per quanto riguarda i cosiddetti inquinanti, ecco allora scendere in campo schiumatoi enormi, reattori di resine, zeolite, biopellet, filtri ad alghe e miracolosi prodotti. Pochi però prendono in considerazione il concetto opposto, cioè che quelli che noi chiamiamo inquinanti sono in realtà anche nutrienti, poiché, dopo essere stati assunti dalle zooxantelle, vengono metabolizzati e il risultato è la produzione di zuccheri, proprio quelli che alimentano i nostri preziosi coralli. Ecco spiegato perché quando “smagriamo” eccessivamente l’acqua i coralli tirano: le zooxantelle non riescono più a sopperire alle proprie necessità metaboliche, tantomeno a quelle del corallo che le ospita nel proprio tessuto.

Insomma il binomio nutrienti/inquinanti rappresenta le due facce di una stessa medaglia e troppo spesso ce ne dimentichiamo: tentiamo di raggiungere l’oligotrofia riducendo drasticamente l’alimentazione e aumentando l’eliminazione sia biologica che chimica dei tanto odiati inquinanti. La mossa corretta, a mio modo di vedere, sarebbe quella di alimentare il giusto e abituare “l’ecosistema vasca” a digerire ciò che introduciamo.

Il “segreto” se così si può definire, sta nel mantenere i nutrienti virtualmente a zero. La parola chiave è “virtualmente”. La frazione di nutrienti disciolta in acqua deve essere sempre la più bassa possibile, ma non perché questi siano fisicamente assenti, bensì perché si viene ad instaurare un equilibrio fra l’introduzione di cibo e l’assunzione/decomposizione dello stesso da parte dei vari organismi. In questo modo il corallo avrà sempre modo di assorbire ciò che gli serve sottraendolo all’equilibrio e contemporaneamente si eviterà un eccessivo proliferare delle zooxantelle, poichè la disponibilità di inquinanti/nutrienti ad ogni dato istante è estremamente limitata senza venire mai a mancare del tutto.

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Ecco spiegato il concetto cui accennavo prima: l’equilibrio. Ritengo quindi che piuttosto dell’oligotrofia, un buon acquariofilo debba ricercare l’equilibrio se desidera ottenere ottimi risultati con gli animali che alleva.

Per comprendere meglio il concetto, un ottimo paragone è proprio l’essere umano: un uomo adulto in media necessita di assumere 2500 kcal giornaliere, assumendone di più o di meno inevitabilmente incontrerà dei problemi che risulteranno via via più gravi, tanto più si allontana dalla giusta quantità di alimenti che introduce.

Altro fattore da considerare è che spesso quando parliamo di nutrienti/inquinanti ci soffermiamo su quelli che possiamo misurare e, in un certo modo, toccare con mano: ammoniaca, nitriti, nitrati e fosfati. La questione però è enormemente più complessa poiché in acqua ci sono molte altre molecole (organiche e non) che interessano la vita di pesci e coralli: amminoacidi, proteine, carboidrati, lipidi e svariati composti derivanti da questi. Ogni sostanza disciolta in acqua ha un ruolo nell’equilibrio biologico della vasca: è utile osservare la vasca e le reazioni dei suoi abitanti per comprenderne l’andamento, prevederne l’evoluzione e soprattutto quantificare i danni provocati dalle nostre azioni.

Perché i danni? Perché spesso, nel tentativo di migliore le cose, commettiamo tragici errori che si ripercuotono sulla vasca con modi e tempi che non ci aspettiamo. A questo riguardo vorrei citare una frase che mi è capitato di leggere su un forum svariati anni fa quando ero alle primissime armi e mi preparavo a compiere il salto dal dolce al salato:

Un buon acquariofilo dovrebbe avere 10 occhi e 2 dita invece purtroppo è il contrario e quindi crea 5 volte più danni mettendo le mani in vasca di quelli che vede”.

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Proseguendo questo piccolo trattato ritengo utile sottolineare un altro aspetto che ormai dovrebbe risultare palese a seguito delle considerazioni fatte sopra, ma forse si tende a darlo per scontato: i coralli per loro natura rappresentano un efficiente filtro, costantemente in espansione ed autoregolante. Sono proprio le zooxantelle il cuore pulsante di questo sistema integrato di riciclaggio rifiuti. Utilizzano composti di scarto del metabolismo di altri organismi al fine di creare energia e nutrimento per quegli stessi organismi, il ciclo della vita insomma. Da qui è semplice dedurre che se i coralli sono in salute e metabolicamente molto attivi, contribuiranno in maniera determinante al mantenimento delle condizioni ad essi favorevoli.

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