Oggi prendiamo in analisi lo stronzio, un oligoelemento che fino a pochi anni fa era del tutto ignorato, ma fortunatamente sempre più acquariofili hanno preso l’abitudine di integrarlo con regolarità. La concentrazione in natura è di circa 8 mg/l, nelle nostre vasche si possono raggiungere valori anche doppi, dal momento che lo stronzio non presenta tossicità, tuttavia valori particolarmente alti non risultano apportare benefici.

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Lo stronzio viene utilizzato dai coralli duri per la deposizione del proprio scheletro, in maniera simile a ciò che avviene per il fluoro: questi due elementi agiscono come centri di calcificazione dal momento che il loro legame con i carbonati porta alla produzione di sali con un indice di solubilità prossimo allo zero. La presenza di questi elementi in piccole percentuali conferisce all’intero scheletro corallino una maggiore stabilità e resistenza meccanica. In assenza o scarsità di stronzio, il corallo non arresta il processo di crescita, bensì lo stronzio viene rimpiazzato da atomi di calcio che presentano una discreta analogia chimico-fisica, tuttavia lo scheletro presenterà una elevata fragilità.

Riguardo l’ipotetico effetto dello stronzio sui colori dei coralli, alcuni acquariofili sostengono che sia in grado di migliorare le tonalità rosse e rosa. Non ho mai condotto prove specifiche per accertare tale ipotesi, tuttavia vista la spiccata affinità di struttura con il bromo, non escludo che lo stronzio possa essere implicato nella sintesi di cromoproteine. Recenti studi hanno evidenziato come lo stronzio si trovi in concentrazioni molto più elevate della norma nei coralli più esposti alla luce, ossia quelli localizzati sulla sommità del reef.

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Personalmente non ho mai misurato lo stronzio, anche se in commercio esistono diversi test dotati di una discreta precisione. Nelle mie vasche utilizzo di norma un dosaggio che potremmo definire di base, ossia imposto una pompa dosimetrica affinché dosi giornalmente una piccola quantità di integratore, sufficiente a coprire la quota consumata dai coralli. All’occorrenza adeguo il dosaggio in base alle reazioni degli animali che sono estremamente semplici da individuare ed interpretare.

Il test più semplice e pratico è quello di toccare delicatamente con le dita o meglio un bastoncino, la punta di crescita di un corallo, possibilmente una staghorn come A. formosa. In presenza di una carenza di stronzio si nota immediatamente una estrema fragilità della crescita che tenderà letteralmente a sbriciolarsi. Inoltre anche il resto del corallo sarà caratterizzato da una fragilità piuttosto marcata, tanto che è possibile rompere con la sola forza delle dita anche rami di diametro elevato.

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Un secondo punto che ci può aiutare a valutare la concentrazione di stronzio con un discreto margine di precisione, è la presenza di nuove punte di crescita che dipartono dai rami principali. Questo secondo accorgimento è particolarmente utile durante le fasi iniziali del dosaggio di stronzio, prima che il valore si stabilizzi, in questo frangente l’aumento repentino dello stronzio induce il corallo ad accelerare il proprio processo di crescita.

In commercio esistono innumerevoli prodotti per il reintegro dello stronzio, per la maggior parte si tratta di integratori liquidi pronti all’uso a base di cloruro di stronzio, oppure più raramente possiamo trovare preparati in polvere. Piuttosto complessa invece l’opzione di usare cristalli di stronzio carbonato direttamente all’interno del reattore di calcio, ciò è dovuto alla scarsa solubilità di questa molecola. Ricordo che utilizzando corallina naturale come materiale calcareo per il reattore di calcio, si reintegrano piccole quote di stronzio, tuttavia queste non sono assolutamente sufficienti a supplire al consumo di una vasca mediamente popolata di sps.

Tra i prodotti commerciali ritengo molto valido l’integratore Korallen-Zucht, denominato Strontium Complex, estremamente concentrato ed utilizzabile in associazione al Coral Snow. A detta di molti acquariofili l’associazione di questi due prodotti risulta avere un’ottima resa sulla crescita dei coralli, personalmente non ho mai ritenuto di provare questa combinazione dal momento che ho sempre avuto crescite piuttosto ingenti nelle mie vasche.

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